Pubblicato il Marzo 11, 2024

Per vendere prodotti costosi, la persuasione non sta nell’offrire sconti, ma nell’orchestrare una narrazione di valore così potente da rendere il prezzo un dettaglio secondario.

  • L’avversione alla perdita è una leva psicologica due volte più forte del desiderio di guadagno, specialmente nel mercato premium.
  • Il linguaggio dell’esclusività (“Su Invito”, “Edizione Limitata”) batte sempre le parole del mercato di massa (“Gratis”, “Sconto”).

Raccomandazione: Sostituisci immediatamente ogni forma verbale passiva e burocratica (“verrà inviato”) con una forma attiva e diretta (“ricevi ora”) per proiettare autorità e accelerare la decisione del cliente.

Ti è mai capitato? Hai tra le mani un prodotto o un servizio eccezionale, dal valore intrinseco altissimo, ma la conversazione con il potenziale cliente si arena sempre lì: “il prezzo è troppo alto”. Allora scattano i riflessi condizionati: si pensa allo sconto, alla promozione, al bonus. Si cerca di abbassare il prezzo, svalutando implicitamente l’offerta, pur di chiudere la vendita. Questo è l’approccio che condanna i brand premium alla mediocrità e all’erosione dei margini. Tutti parlano di usare la riprova sociale o di elencare i benefici, ma queste sono tattiche di base, insufficienti quando il cartellino del prezzo ha quattro o cinque zeri.

La verità è che vendere nel segmento high-ticket non è una questione di convincere, ma di confermare. Il cliente sofisticato non compra un oggetto, compra uno status, un’identità, la soluzione definitiva a un problema complesso. Il tuo compito non è spingere, ma guidare. E se la chiave non fosse applicare le solite tecniche di persuasione, ma padroneggiare l’arte del neuro-copywriting per disinnescare le obiezioni razionali e attivare i driver emotivi più profondi? E se, invece di vendere, potessi orchestrare la decisione del cliente, rendendo l’acquisto non solo desiderabile, ma l’unica scelta logica?

Questo non è un elenco di “trucchi” psicologici. È una strategia chirurgica per riprogrammare la tua comunicazione. Analizzeremo come la paura di perdere sia un motore più potente del desiderio di guadagnare, come trasformare un testo lungo in una sceneggiatura avvincente e come scegliere le parole che comunicano esclusività invece di convenienza. Imparerai a eliminare il “burocratese” che uccide l’autorità e a formulare call to action che non chiedono, ma concedono l’accesso. Preparati a cambiare il modo in cui scrivi e, di conseguenza, il modo in cui vendi.

Per guidarti in questo percorso strategico, abbiamo strutturato l’articolo in sezioni chiave. Ognuna affronta un aspetto fondamentale del neuro-copywriting applicato al mercato italiano di alta gamma, fornendoti le leve per trasformare il tuo testo da semplice descrizione a potente strumento di conversione.

Perché l’avversione alla perdita è una leva più potente del desiderio di guadagno nei titoli?

La mente umana non è una calcolatrice razionale. Se devi vendere un servizio da 20.000€, il tuo primo istinto potrebbe essere quello di elencare tutti i fantastici guadagni che il cliente otterrà: più fatturato, più tempo libero, più status. Sbagliato. O meglio, incompleto. Il lavoro dei premi Nobel Daniel Kahneman e Amos Tversky ha dimostrato un principio fondamentale del nostro cervello: il dolore di una perdita è percepito con un’intensità doppia rispetto al piacere di un guadagno equivalente. In parole povere, le persone sono molto più motivate a non perdere 100€ che a guadagnarne 100€.

Nel mercato high-ticket, questo bias cognitivo è il tuo più grande alleato. Un imprenditore non compra una consulenza per “aumentare il fatturato”, ma per “smettere di perdere quote di mercato a favore dei competitor”. Un collezionista non acquista un’opera per “arricchire la sua collezione”, ma per “non lasciarsi sfuggire un pezzo unico che non tornerà mai più disponibile”. Il tuo copywriting deve quindi spostare il focus. Invece di promettere il paradiso, devi prima mostrare l’inferno da cui lo stai salvando. L’urgenza non nasce dalla promessa di un guadagno, ma dalla minaccia di una perdita imminente e irreversibile.

I tuoi titoli e le tue prime righe devono incorniciare il problema in termini di perdita: perdita di opportunità, perdita di tempo, perdita di rilevanza, erosione del patrimonio. “Stai lasciando che l’inflazione divori i tuoi risparmi?” è un titolo infinitamente più potente di “Scopri come investire i tuoi risparmi”. Il primo crea un’immediata tensione e apre un “loop” mentale che il lettore ha bisogno di chiudere. Il secondo è una promessa generica che può essere ignorata. Per vendere a prezzi elevati, devi smettere di vendere un guadagno futuro e iniziare a vendere una protezione da una perdita presente.

Piano d’azione: Testare titoli basati su perdita vs. guadagno

  1. Identifica il pain point principale del tuo target italiano (es. erosione del valore patrimoniale, perdita di competitività).
  2. Crea la Variante A, basata sul guadagno: “Aumenta il valore del tuo immobile del 30%”.
  3. Crea la Variante B, basata sulla perdita: “Non lasciare che il mercato eroda il valore del tuo immobile”.
  4. Confronta le due varianti con un A/B test su un campione di almeno 1000 visite per ottenere dati significativi.
  5. Misura il Click-Through Rate (CTR) e il tasso di conversione finale per determinare quale leva psicologica è più efficace per il tuo pubblico.

Come mantenere l’attenzione del lettore per 2000 parole fino alla call to action finale?

Giustificare un prezzo elevato richiede spazio. Hai bisogno di argomentare, dimostrare, raccontare storie, presentare dati. Questo significa scrivere testi lunghi, spesso oltre le 2000 parole. La sfida? Mantenere l’attenzione di un lettore bombardato da notifiche e distrazioni. La soluzione non è “scrivere bene”, ma “costruire una sceneggiatura”. Devi pensare come un regista, non come uno scrittore. Ogni paragrafo è una scena, ogni sottotitolo un cambio di atto. L’obiettivo è creare una tensione narrativa che costringa il lettore a continuare a leggere, perché vuole disperatamente sapere come va a finire.

Questo approccio, che possiamo definire “Sceneggiatura all’Italiana”, si basa su ritmo e variazione. Invece di un monolite di testo, devi creare un’esperienza dinamica. Alterna paragrafi brevi e incisivi a paragrafi più lunghi e argomentativi. Usa domande retoriche per coinvolgere attivamente il lettore. Inserisci mini-cliffhanger alla fine di una sezione per promettere una rivelazione in quella successiva (“Ma c’è un errore che il 90% degli imprenditori commette a questo punto. E lo vedremo tra poco.”). L’uso di “pattern interrupt” culturali, come un’analogia con la cucina o una citazione di un grande designer italiano, serve a rompere la monotonia e a rafforzare il contesto locale, creando una connessione più profonda.

Rappresentazione visiva del ritmo narrativo con elementi che simboleggiano tensione e risoluzione

Il segreto è dosare sapientemente tensione e risoluzione. Introduci un problema complesso (tensione), poi offri una parte della soluzione (risoluzione parziale), che a sua volta apre un nuovo problema o una nuova domanda. È un ciclo continuo che guida il lettore attraverso il tuo ragionamento, dandogli costanti “ricompense” informative che lo invogliano a proseguire. Ecco come trasformi una lunga pagina di vendita da un compito noioso in un’avvincente scoperta.

  • Apri con un “cold open” drammatico che presenta subito il problema principale.
  • Introduci un “personaggio” (un caso studio reale o un esempio) ogni 400-500 parole per dare un volto al problema.
  • Alterna tensione (problema dettagliato) e risoluzione (soluzione parziale) ogni 2-3 paragrafi per mantenere il ritmo.
  • Usa “pattern interrupt” specifici per il mercato italiano (analogie culinarie, citazioni di designer, riferimenti storici) ogni 600 parole per rinfrescare l’attenzione.
  • Chiudi ogni sezione con una promessa di rivelazione nella successiva, creando un mini-cliffhanger.

Gratis, Nuovo, Immediato: quali parole innescano l’azione impulsiva nel mercato italiano?

Nel copywriting per il mercato di massa, esiste un arsenale di “power words” note per innescare una risposta quasi automatica: Gratis, Sconto, Offerta, Nuovo, Immediato. Queste parole funzionano perché attivano i centri del piacere del cervello promettendo una ricompensa immediata a basso costo. Tuttavia, usare lo stesso arsenale per vendere un servizio di consulenza da 30.000€ o un pezzo di artigianato da 5.000€ non solo è inefficace, ma è controproducente. Queste parole urlano “convenienza” e “prodotto di massa”, svalutando istantaneamente la percezione del tuo brand e attirando il tipo di clientela sbagliato: quello che cerca il prezzo più basso.

Per il mercato premium e del lusso italiano, devi sostituire il linguaggio della convenienza con il linguaggio dell’esclusività e del patrimonio. Il driver psicologico non è il risparmio, ma l’elevazione di status e l’accesso a qualcosa di irraggiungibile per gli altri. La comunicazione di un brand come Brunello Cucinelli, ad esempio, non parla mai di sconti, ma di “sartorialità”, “cultura italiana” e “stile di vita”. Non vende maglioni, ma un pezzo di patrimonio culturale. L’obiettivo del tuo copy è trasformare l’acquisto da una spesa a un investimento, da un prodotto a un’eredità.

Questo richiede una traduzione strategica delle “power words” per adattarle a un pubblico sofisticato. Ogni parola deve essere scelta per aumentare il valore percepito, non per diminuirlo. La tabella seguente mostra come trasmutare il lessico del mercato di massa in un potente linguaggio per il segmento high-ticket italiano.

Power Words per il mercato premium italiano vs mercato mass market
Mass Market Premium/Lusso Italiano Effetto Psicologico
Gratis Su Invito Esclusività vs Accessibilità
Immediato Su Misura Personalizzazione vs Velocità
Sconto 50% Edizione Limitata Scarsità qualitativa vs Risparmio
Nuovo Artigianale Tradizione vs Novità
Offerta Patrimonio Valore duraturo vs Occasione

L’uso di termini come “Su Misura” o “Edizione Limitata” non solo giustifica un prezzo più alto, ma crea una barriera psicologica. Il cliente non sta semplicemente comprando qualcosa, sta venendo accettato in un club esclusivo. La scarsità non è più una tattica di marketing (“solo 3 pezzi rimasti!”), ma una realtà intrinseca del prodotto (“opera unica”). Questo è il lessico che trasforma un lettore in un collezionista, un cliente in un mecenate.

L’errore di usare forme come “verrà inviato” che riducono l’autorità e l’impatto del messaggio

Nel contesto aziendale italiano, anni di “burocratese” hanno infettato la nostra scrittura, rendendola impersonale, distante e debole. Forme passive come “si procederà all’invio”, “verrà effettuata la consegna” o frasi di apertura come “con la presente si comunica” sono killer silenziosi della conversione. Perché? Perché la forma passiva deresponsabilizza chi scrive. Non è chiaro chi compie l’azione. “Verrà inviato” da chi? Da un’entità astratta? Da un sistema automatico? Questa mancanza di un soggetto attivo crea una distanza psicologica e comunica una mancanza di controllo e di presa in carico.

Quando vendi un prodotto o servizio ad alto prezzo, la fiducia e l’autorità sono tutto. Il cliente deve percepire che sta parlando con un esperto, un’azienda solida che si assume la responsabilità di ogni promessa. La forma attiva fa esattamente questo. Cambiare da “il report verrà inviato” a “ti inviamo il report” o “ricevi il report” è un cambiamento minuscolo a livello sintattico, ma gigantesco a livello psicologico. Improvvisamente c’è un “noi” che agisce e un “tu” che riceve. C’è una relazione diretta, un impegno. L’azienda non è più un’entità vaga, ma un partner attivo.

Abbandonare il burocratese non significa diventare informali o poco professionali. Significa essere diretti, chiari e autorevoli. Significa prendere le redini della comunicazione e, di conseguenza, della relazione con il cliente. La tabella qui sotto è un pratico traduttore per epurare i tuoi testi da queste forme passive e proiettare istantaneamente più sicurezza e controllo.

Traduzione dal Burocratese all’Autorevolezza nel Business Italiano
Forma Passiva/Burocratica Forma Attiva/Autorevole Impatto Percepito
Si procederà all’invio Ti inviamo immediatamente Responsabilità diretta
A seguito della Vostra richiesta Grazie per la richiesta. Ecco cosa abbiamo preparato Proattività e servizio
Verrà effettuata la consegna Consegniamo personalmente Coinvolgimento diretto
È previsto il pagamento Il pagamento avviene solo dopo la tua approvazione Fiducia e garanzia
Con la presente Ti scrivo per… Vicinanza vs distanza

Come sottolinea l’esperto di conversioni Bryan Eisenberg, il tuo successo dipende dalla tua capacità di aiutare i visitatori a raggiungere i loro obiettivi. Un linguaggio chiaro, attivo e responsabile è il primo passo per abbattere le barriere e costruire quella fiducia indispensabile per una transazione ad alto valore.

Il tasso di conversione è una misura della vostra capacità di convincere i visitatori a svolgere l’azione che vuoi che facciano. Per poter raggiungere i vostri obiettivi, i visitatori devono per prima raggiungere i loro obiettivi.

– Bryan Eisenberg, Jeff Bezos’ Secret to High Conversion Rates

Quando cambiare “Invia” con “Ottieni la tua guida ora” per aumentare i click del 15%?

La Call to Action (CTA) è il momento della verità. È il punto in cui tutto il tuo lavoro di copywriting si concretizza in un click. Eppure, è spesso la parte più trascurata. Pulsanti con scritte generiche come “Invia”, “Scarica” o “Clicca qui” sono un’occasione sprecata. Perché? Perché parlano dell’azione che l’utente deve compiere (“inviare” i suoi dati), non del valore che riceverà in cambio. Il neuro-copywriting ci insegna che il testo di una CTA deve sempre rispondere alla domanda del lettore: “Cosa ci guadagno io?”. Cambiare “Invia” con “Ottieni la tua guida ora” può aumentare i click perché sposta il focus dal costo (dare i miei dati) al beneficio (ricevere valore immediato).

Questo è ancora più critico nel mercato italiano, dove i dati mostrano una certa esitazione a convertire. Mentre il mercato e-commerce europeo ha tassi di conversione che oscillano tra il 2,5% e il 3,25%, il mercato italiano mostra dati critici, con un tasso di conversione medio dell’1,6%. Questo significa che ogni micro-ottimizzazione, specialmente sul CTA, può avere un impatto enorme. Per le offerte high-ticket, il CTA deve fare ancora di più: deve ridurre l’ansia e aumentare la fiducia. Invece di un aggressivo “Compra ora”, che può spaventare di fronte a una cifra importante, è più efficace un CTA che avvia un processo: “Pianifica la tua consulenza strategica” o “Inizia il tuo percorso”.

Composizione macro che mostra dettagli di elementi premium con focus sulla qualità

Un altro elemento chiave è il microcopy di rassicurazione, quel piccolo testo vicino al pulsante che disinnesca l’ultima obiezione. Frasi come “Decisione senza rischi”, “Nessuna carta di credito richiesta” o “Unisciti a 200+ imprenditori soddisfatti” forniscono la spinta finale. La segmentazione del CTA in base alla “temperatura” del cliente è fondamentale:

  • Cliente FREDDO (prima visita): Offri valore senza impegno. Esempio: “Scopri la guida gratuita”.
  • Cliente TIEPIDO (già informato): Offri personalizzazione. Esempio: “Richiedi la tua analisi personalizzata”.
  • Cliente CALDO (pronto alla decisione): Offri una partnership. Esempio: “Pianifica il tuo progetto con un nostro esperto”.

Il CTA perfetto non è un comando, ma il culmine logico di tutta la tua argomentazione, una porta che il cliente è finalmente pronto e desideroso di aprire.

L’errore di usare termini tecnici incomprensibili che blocca l’utente prima dell’acquisto

Sei un esperto nel tuo campo e ne sei orgoglioso. Parli di API, cloud computing, blockchain o machine learning con disinvoltura. Questo fenomeno, noto come “la maledizione della conoscenza”, è uno dei principali ostacoli alla vendita di prodotti complessi. Il tuo potenziale cliente non è un tuo pari. Usare un gergo tecnico che non capisce crea due reazioni negative: si sente stupido e, di conseguenza, diffidente nei tuoi confronti. Un utente confuso non compra. Mai. Il suo cervello rettiliano interpreta la confusione come un pericolo e la reazione istintiva è la fuga: chiude la pagina.

Il tuo lavoro di neuro-copywriter non è dimostrare quanto sei bravo, ma tradurre la complessità tecnica in un valore semplice e tangibile per il cliente. Devi costruire un ponte tra le caratteristiche del tuo prodotto e i benefici concreti nella sua vita o nel suo business. Un ottimo modo per farlo, molto efficace nel contesto italiano, è usare metafore e analogie prese da campi conosciuti. Per esempio, invece di descrivere un software di project management con le sue feature, puoi usare una metafora calcistica: “Il nostro software funziona come una squadra di Serie A: il modulo ‘difesa’ protegge i tuoi dati, il ‘centrocampo’ gestisce i processi e l’ ‘attacco’ ottimizza le performance. Tutti giocano insieme per un unico obiettivo: la vittoria del tuo business.” Improvvisamente, un concetto astratto diventa familiare, comprensibile e avvincente.

Un altro strumento potente è il “Glossario del Valore”: una traduzione sistematica di ogni termine tecnico nel suo beneficio quantificabile. Non vendi “API”, vendi “10 ore di lavoro manuale risparmiate ogni settimana”. Non vendi “SaaS”, vendi “un azzeramento dei costi di manutenzione IT e la tranquillità di avere un software sempre aggiornato”. La specificità è fondamentale. Non basta dire “risparmia tempo”, devi dire “risparmia 10 ore a settimana”. Non basta dire “aumenta l’efficienza”, devi dire “riduci del 30% gli errori umani”. È questa traduzione in valore monetizzabile che giustifica un prezzo elevato e sposta la discussione dalla caratteristica tecnica al risultato economico.

Glossario del Valore: da termine tecnico a beneficio monetizzabile
Termine Tecnico Traduzione in Valore per il Cliente Beneficio Quantificabile
API La porta che connette i tuoi sistemi Risparmio 10 ore/settimana di lavoro manuale
Cloud Computing I tuoi dati sempre accessibili ovunque Zero costi di server fisici
Machine Learning Il sistema che impara e migliora da solo -30% errori umani nei processi
Blockchain Garanzia di trasparenza certificata 100% tracciabilità delle transazioni
SaaS Software sempre aggiornato senza pensieri -70% costi IT interni

Come usare la curiosità e l’urgenza nell’oggetto senza finire nella cartella promozioni o spam?

L’oggetto di un’email è il tuo buttafuori personale. Decide in una frazione di secondo se il tuo messaggio merita di entrare nel club esclusivo della casella di posta principale o se deve essere relegato nella desolante cartella delle promozioni o, peggio, dello spam. Per vendere prodotti high-ticket, il tuo oggetto deve creare un’irresistibile curiosità e un senso di urgenza, ma con eleganza e specificità, evitando come la peste le parole-trappola (“Gratis!”, “Urgente!”, “Offerta Imperdibile!”, “€€€”) che i provider italiani come Libero o Aruba intercettano immediatamente.

L’urgenza, nel mercato premium, non è legata al prezzo, ma allo status e all’opportunità. Invece di “L’offerta scade oggi!”, che suona cheap, usa un’urgenza qualitativa: “Ultimi 3 posti per il mastermind di Milano”. Questo attiva la FOMO (Fear Of Missing Out), la paura di essere tagliati fuori, un driver potentissimo. Studi recenti indicano che il 69% dei millennials sperimenta la FOMO quotidianamente, e questo si estende anche a un pubblico più maturo e abbiente quando si tratta di opportunità esclusive. La chiave è la specificità. Un’altra tecnica è usare domande contro-intuitive e provocatorie che mettono in discussione una credenza del settore: “Perché il 90% delle cantine toscane sta sbagliando strategia di export?”. Questo oggetto non promette nulla, ma apre un “curiosity gap” che un professionista del settore non può ignorare.

Per massimizzare l’efficacia nel mercato italiano, ci sono alcune regole non scritte da seguire. L’uso di riferimenti geografici specifici (“…per imprenditori a Bologna”) aumenta drasticamente il tasso di apertura perché rende la comunicazione personale e rilevante. L’uso di numeri dispari e specifici (“7 errori…”) è percepito come più credibile e meno “marketinettaro” di numeri tondi (“10 consigli”). Infine, la brevità è essenziale: un oggetto tra i 30 e i 50 caratteri è ottimizzato per la visualizzazione su smartphone, dove viene letta la maggior parte delle email.

  • Usa domande contro-intuitive e specifiche: “Il segreto che i consulenti finanziari a Milano non ti dicono”.
  • Evita le parole spam classiche: Sostituisci “Sconto” con “Accesso prioritario”, “Gratis” con “In anteprima”.
  • Crea urgenza di status: “La lista d’attesa per il club chiude venerdì” è più potente di “Ultimo giorno!”.
  • Inserisci la geolocalizzazione: Riferimenti a città o regioni italiane creano un senso di prossimità e rilevanza.
  • Usa numeri dispari e specifici: “3 strategie…” funziona meglio di “Alcune strategie…”.

Punti chiave da ricordare

  • L’avversione alla perdita è un motore decisionale due volte più potente del desiderio di guadagno. Struttura i tuoi messaggi attorno a ciò che il cliente rischia di perdere.
  • Abbandona le “power words” del mercato di massa. Per vendere a prezzi alti, usa un linguaggio di esclusività, status e patrimonio (“Su Invito”, “Edizione Limitata”, “Artigianale”).
  • Elimina il “burocratese” e le forme passive. Una voce attiva e diretta (“Ti inviamo” invece di “Verrà inviato”) proietta autorità, responsabilità e costruisce fiducia.

Come definire un Tone of Voice aziendale che elimini il “burocratese” senza perdere professionalità?

Tutte le tecniche discusse finora sono strumenti. Ma per funzionare, devono essere inserite in un contenitore coerente: il Tone of Voice (ToV) del tuo brand. Il ToV è la personalità della tua azienda espressa a parole. È ciò che ti rende riconoscibile e che crea una connessione emotiva con il tuo pubblico. Senza un ToV definito, il tuo copywriting rischia di essere un patchwork di stili diversi, a volte formale, a volte amichevole, risultando schizofrenico e poco credibile. Questo è particolarmente vero quando l’obiettivo è sradicare il “burocratese” senza cadere in un’informalità inappropriata per un brand premium.

Definire un ToV non è un esercizio creativo, ma strategico. La scelta dipende da due fattori: il tuo brand positioning e il tuo cliente ideale. Come visto con l’esempio di Brunello Cucinelli, è possibile comunicare anche con analisti finanziari in modo filosofico e culturale, se questo riflette l’anima del brand. L’errore è credere che “professionale” significhi “formale e noioso”. Professionale significa competente, affidabile e chiaro. Puoi dare del “tu” a un CEO e rimanere estremamente professionale, se il tuo ToV è stato progettato per essere quello di un partner strategico diretto e senza fronzoli. Al contrario, un hotel di lusso userà il “Lei”, ma con un calore e una cura del dettaglio che lo distinguono dalla freddezza di una comunicazione bancaria.

Il “Quadrante del Tono di Voce” è un modello utile per posizionarti. Identifica due assi: Formale/Informale e Personale/Istituzionale. Incrociando questi assi, ottieni quattro quadranti principali in cui collocare il tuo brand. Questo ti aiuta a prendere decisioni consapevoli: vuoi essere un’autorità distante (Formale/Istituzionale) o un mentore accessibile (Informale/Personale)?

Quadrante del Tono di Voce Italiano per brand positioning
Quadrante Caratteristiche Esempi Brand Italiani Quando Usarlo
Formale/Istituzionale Lei, linguaggio tecnico, distanza Banche tradizionali, Notai Settore legale, finanziario tradizionale
Formale/Personale Lei, ma con calore umano Brunello Cucinelli, Luxury hotels Lusso accessibile, servizi premium
Informale/Istituzionale Tu, ma professionale Startup B2B, SaaS italiane Tech, innovazione, millennials professionisti
Informale/Personale Tu, amichevole, vicino Brand lifestyle, food delivery B2C, target giovane, community-driven

Una volta scelto il tuo quadrante, il lavoro consiste nel creare delle linee guida precise: quali parole usare, quali evitare, come strutturare le frasi, come gestire le email. Questo garantisce coerenza su tutti i canali e fa sì che chiunque scriva per il brand parli con la stessa, unica voce. Il ToV è il sistema operativo della tua comunicazione: definiscilo bene, e ogni “app” (email, sito, social) funzionerà alla perfezione.

Ora smetti di leggere e inizia ad applicare. Prendi una tua pagina di vendita, un’email o un post e riscrivilo usando questi principi. Passa dalla promessa di guadagno alla minaccia di perdita. Sostituisci il linguaggio della convenienza con quello dell’esclusività. Trasforma ogni frase passiva in una dichiarazione di autorità attiva. Il tuo fatturato ti ringrazierà.

Scritto da Luca Esposito, Senior Digital Strategist e SEO Specialist tecnico, con focus su Lead Generation B2B e Content Marketing. 11 anni di esperienza nel posizionamento organico e nelle campagne di acquisizione a performance.